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Artrosi del ginocchio e tecarterapia: cosa dice davvero la ricerca
Dolore, funzione e recupero: leggere uno studio clinico senza trasformare un risultato promettente in una promessa.
Il referto parla di artrosi. Il ginocchio fa male durante il cammino, sulle scale o dopo essere rimasti seduti a lungo. Ma “artrosi” non significa che muoversi rovinerà inevitabilmente l’articolazione.
Non è solo cartilagine consumata
L’artrosi, o osteoartrite, coinvolge l’intera articolazione e i tessuti che la circondano. Dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti dipendono da più fattori, e l’immagine radiografica non coincide sempre con la quantità di dolore percepita.
Per questo il trattamento non dovrebbe partire soltanto da una radiografia, ma dalla persona: dai sintomi, dalla funzione, dalle attività che desidera recuperare e dai carichi che il ginocchio deve sostenere.
Le linee guida NICE indicano che, nelle persone di almeno 45 anni con dolore articolare legato all’attività e rigidità mattutina assente o inferiore a 30 minuti, la diagnosi può spesso essere clinica. Esami e immagini diventano importanti quando il quadro è atipico o si sospetta un problema diverso o aggiuntivo.

Artrosi non significa fermarsi
Il ginocchio artrosico può presentare dolore durante o dopo il movimento, rigidità al risveglio, gonfiore episodico, riduzione della forza e difficoltà in azioni quotidiane come alzarsi da una sedia o salire le scale.
Avere artrosi non significa dover proteggere il ginocchio evitando ogni carico. Significa imparare a dosarlo. L’esercizio terapeutico personalizzato è uno dei cardini del trattamento perché può migliorare forza, capacità di movimento, fiducia e tolleranza alle attività. Quando indicato, anche la gestione del peso corporeo può contribuire al controllo dei sintomi.
Lo studio del 2019
Tre gruppi da 15 persone: trattamento attivo, trattamento placebo e sola cura fisioterapica standard.
Nel gruppo attivo: 15 minuti a 448 kHz, cinque in modalità capacitiva e dieci in modalità resistiva, con calore moderato.
Prima e dopo il ciclo, poi a uno e tre mesi, misurando dolore, WOMAC, Timed Up and Go e mobilità.
Che cosa hanno trovato
Alla fine del trattamento, il gruppo che aveva ricevuto tecarterapia attiva riportava una riduzione del dolore maggiore rispetto sia al gruppo placebo sia al gruppo trattato con la sola cura standard. A un mese il vantaggio sul dolore era ancora presente rispetto al solo trattamento standard.
Per il punteggio WOMAC, che riassume dolore, rigidità e funzione, il gruppo attivo mostrava un miglioramento rispetto al gruppo di controllo subito dopo il trattamento. La differenza, però, non risultava significativa rispetto al placebo.
Non sono emerse differenze clinicamente rilevanti tra i gruppi nel Timed Up and Go o nella mobilità del ginocchio. A tre mesi non rimanevano differenze significative tra i gruppi per nessuno degli esiti misurati. Nel campione studiato non sono stati segnalati eventi avversi attribuiti al trattamento.
Che cosa non dimostra
Lo studio non dimostra che la tecarterapia modifichi la struttura dell’articolazione, rigeneri la cartilagine o arresti l’evoluzione dell’artrosi. Non dimostra neppure un vantaggio stabile nel lungo periodo.
Un altro dato importante è il miglioramento osservato anche nel gruppo placebo. Il contesto di cura, l’aspettativa, il contatto con il professionista e l’attenzione ricevuta possono influire sulla percezione dei sintomi. Non rendono il dolore immaginario: ricordano che l’esperienza del dolore è complessa e che una buona relazione terapeutica fa parte del trattamento.
I limiti da conoscere
Questo è uno studio interessante, ma piccolo: 15 persone per gruppo. È stato svolto in un solo centro e da un solo clinico, che eseguiva sia il trattamento sia le valutazioni e non poteva essere cieco rispetto al gruppo assegnato.
I gruppi non hanno ricevuto lo stesso numero di incontri: tecarterapia attiva e placebo prevedevano otto sedute, mentre il gruppo di controllo riceveva tre sedute di cura standard. Lo studio è stato finanziato dal produttore dell’apparecchiatura, pur dichiarando che l’azienda non aveva avuto un ruolo nel disegno, nell’analisi o nella preparazione dell’articolo.
Anche la ricerca successiva invita alla prudenza. Un altro trial del 2019 ha riportato miglioramenti rispetto al placebo. Uno studio randomizzato pubblicato nel 2024, invece, ha osservato miglioramenti sia con la fisioterapia convenzionale sia con l’aggiunta della tecarterapia, senza una chiara differenza tra i gruppi.
L’insieme delle prove è quindi incoraggiante, ma ancora limitato ed eterogeneo per protocolli, dosi e trattamenti associati.
Che cosa resta fondamentale
Le principali linee guida internazionali collocano al centro del trattamento informazioni chiare, esercizio adattato e progressivo, gestione dei carichi, strategie per mantenere l’aderenza e, quando pertinente, gestione del peso.
La tecarterapia può avere senso come strumento complementare: può aiutare a modulare i sintomi e creare una finestra nella quale muoversi, esercitarsi e recuperare funzione risulti più tollerabile.
Il criterio non dovrebbe essere “quante sedute di Tecar servono?”, ma “quale obiettivo funzionale vogliamo rendere possibile?”.
Segnali utili da osservare
- Il dolore limita meno il cammino o le scale?
- Riesco ad alzarmi più facilmente da una sedia?
- Il ginocchio recupera meglio dopo l’attività?
- Sto aumentando gradualmente forza e autonomia?
- Il beneficio del trattamento si traduce in qualcosa che riesco a fare?
Se una terapia passiva riduce temporaneamente il dolore ma non cambia nessuna attività, il programma va rivalutato. Il risultato importante non è soltanto sentire meno dolore sul lettino, ma vivere meglio fuori dallo studio.
Per i colleghi fisioterapisti
Lettura rapida del trial
- Disegno: RCT a tre bracci, allocazione nascosta, partecipanti ciechi, analisi intention-to-treat.
- Campione: 45 persone con osteoartrite cronica di ginocchio, 15 per gruppo; età media 60-63 anni.
- Intervento: otto sedute in quattro settimane; 5 minuti CAP più 10 minuti RES; dose termica moderata; esercizio ed educazione in tutti i gruppi.
- Dolore: differenza a favore dell’attivo al post-trattamento rispetto a placebo e controllo; a un mese rispetto al controllo; nessuna differenza a tre mesi.
- WOMAC: vantaggio dell’attivo sul controllo al post-trattamento, non sul placebo; nessuna differenza significativa ai follow-up.
- TUG e ROM: nessuna differenza significativa nei confronti tra gruppi.
- Criticità: campione ridotto, studio monocentrico, valutatore non cieco, contatto non equivalente, potenza post hoc, farmaci non documentati come outcome e finanziamento industriale.
- Ricaduta clinica: possibile coadiuvante sintomatico a breve termine, non trattamento autonomo o disease-modifying.
Quando serve una valutazione medica
Il dolore al ginocchio non è sempre artrosi. È opportuno richiedere una valutazione medica tempestiva in presenza di trauma importante, articolazione molto calda e gonfia, febbre, impossibilità improvvisa a caricare, blocco articolare, peggioramento rapido, dolore notturno insolito o altri sintomi generali non spiegati.
La conclusione più onesta
La tecarterapia può aiutare alcune persone a controllare il dolore nel breve periodo. Il suo valore emerge quando il sollievo viene trasformato in movimento, forza e autonomia. La tecnologia può aprire una finestra; il percorso riabilitativo deve insegnare a usarla.

Riferimenti essenziali
- Kumaran B, Watson T. Treatment using 448 kHz capacitive resistive monopolar radiofrequency improves pain and function in patients with osteoarthritis of the knee joint: a randomised controlled trial. Physiotherapy. 2019;105(1):98-107. DOI
- Coccetta CA, et al. Effects of capacitive and resistive electric transfer therapy in patients with knee osteoarthritis: a randomized controlled trial. Int J Rehabil Res. 2019;42(2):106-111. DOI
- Tezen O, et al. Evaluation of the efficacy of transfer energy capacitive and resistive therapy in patients with knee osteoarthritis. Turk J Med Sci. 2024;54(6):1302-1309. DOI
- National Institute for Health and Care Excellence. Osteoarthritis in over 16s: diagnosis and management. NICE guideline NG226. 2022. Linee guida
- Moseng T, et al. EULAR recommendations for the non-pharmacological core management of hip and knee osteoarthritis: 2023 update. Ann Rheum Dis. 2024;83(6):730-740. DOI
- Lawford BJ, et al. Exercise for osteoarthritis of the knee. Cochrane Database Syst Rev. 2024;12:CD004376. DOI
Nota informativa: questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce una valutazione clinica, una diagnosi medica o un trattamento personalizzato.




